Titolo del Film

FRANCO, UN UOMO IN PIEDI E LA SIGNORA VESTITA DI NEBBIA

scheda
 
Regia
Mimmo Mongelli
 
Produzione
Mimmo Mongelli
 
Durata
1h 20'
 
Anno
2014
 
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Un progetto su un caso di omicidio ormai “chiuso” è una sfida perché venga riaperto, almeno nelle coscienze dei cittadini che credono nella Giustizia, quella con la G maiuscola e che non si ferma davanti a niente e a nessuno. Una sfida perché chiunque sappia che l’oltraggio, di qualsiasi tipo, non debba essere mai dimenticato, in quanto negazione dell’Uomo, della sua dignità, emancipazione e libertà.
Il progetto vuole ricostruire la vicenda intorno alla morte di Franco Marcone, dipendente dell’Ufficio del Registro di Foggia, ucciso con due pistolettate mortali, il 31 marzo 1995, da una mano rimasta ignota.
Il “caso Marcone” resta uno dei più inquietanti misteri italiani. Il delitto nel corso degli anni è stato messo in relazione con molti elementi (imprenditoriali, politici, sociali, giudiziari) che hanno agitato le acque del territorio di Foggia. Questa città dallo sviluppo diseguale ha favorito l’insorgere di fenomeni delinquenziali, in gran parte originali rispetto al panorama nazionale. Quasi sempre, nei più gravi casi di cronaca del capoluogo, l’azione criminale si è potuta manifestare grazie alla connessione tra alcuni forti protettorati e una manovalanza ottusa e brutale.
Attraverso una ricostruzione del contesto nel cui seno l’omicidio è stato consumato, grazie anche ad un’analisi delle origini storiche del malessere che ha segnato molti momenti della Capitanata e a una esposizione dei fatti accaduti a ridosso del 31 marzo di 14 anni fa, si giunge all’approfondimento delle incredibili coincidenze per le quali il delitto è rimasto impunito.
In questo consiste la docufiction “Franco Marcone: Un uomo in piedi e la signora vestita di nebbia”, il cui scopo è di portare la coscienza civile degli spettatori a confrontarsi con un Sistema (quello Italiano e Meridionale in particolare), che soffre ancora innumerevoli difficoltà ad emanciparsi da forme di Potere occulto e privo di scrupolo: una sorta di endemia del Male, che certamente si potrebbe combattere se solo lo si volesse fino in fondo, se solo si creassero i presupposti valoriali e soprattutto sociali ed economici in grado di contrastarla.
Questa docufiction vuole suscitare nello spettatore emozioni intense, utilizzando sia il lavoro di ricostruzione operato dal protagonista maschile (un autore sempre più attonito, coinvolto e sconvolto dai fatti che assembla), sia attraverso il racconto delle supposizioni, emozioni, prove che via via si sommano nei racconti degli intervistati. Tutti costoro, attori di un intreccio che non abbandona mai l’aderenza ai fatti, tessono una trama che avvolge l’insieme della vicenda, rispondendo così alle caratteristiche del genere “docufiction”, in cui gran peso acquisisce l’onestà intellettuale dell’autore, che ha sia l’obbligo di non alterare la corrispondenza al vero, sia quello di costruire intorno ad esso una rete di sentimenti che meglio si condividano col pubblico.
In sintesi, il personaggio maschile è il regista del documentario che, addentrandosi, mostra sempre più la sua adesione etica ai valori di Franco Marcone, totale almeno quanto lo sdegno per il delitto compiuto, almeno quanto lo scoramento per l’impotenza a cui si è arresa l’inchiesta.
Anche un’attrice “vera” è impegnata nello sviluppo dell’opera, per la costruzione di un personaggio un po’ misterioso, che, superate le remore generate da un contesto dove “girare la testa da un’altra parte” è la prassi, agisce invece perché si apra una strada risolutiva per l’individuazione dei veri mandanti.
Una miscela di emozioni prende corpo dunque, mentre la documentazione in forma visiva si dipana, ora affidata alla pellicola (per le parti fiction), ora al digitale (per la parte documentaria).
Il ruolo maschile viene ricoperto da Ivan Franek, attore cinematografico di valenza internazionale, protagonista di pellicole di grande prestigio (Vodka Lemon, Brucio nel Vento, etc.), mentre quello femminile è gestito da Antonella Maddalena, attrice di origine pugliese di Cinema e Teatro, formatasi alla scuola di maestri internazionali come Yurij Altschitz e Dominique De Fazio. La regia è di Mimmo Mongelli, autore e regista di Cinema e Teatro, direttore artistico di importanti Festival e Rassegne di Cinema e Teatro in Italia e all’Estero, autore, tra l’altro, del film di interesse culturale nazionale “La Casa delle Donne”, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Marcone, pellicola che ha superato 2.400.000 visualizzazioni su Youtube.
La produzione è affidata alla scrivente 7th Art International Agency e coprodotto con la Rio Film, prestigiosa società romana di produzione cinematografica, anch’essa accreditata presso il MiBAC.

 

 


Nato a Bari il 30-12-1953, si diploma in Regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico". Ha studiato e/o lavorato con Luca Ronconi, Aldo Trionfo, Mauro Bolognini, Andrea Camilleri, Gianfranco De Bosio e Ugo Gregoretti in produzioni di prosa, opera, televisione e cinema.
Dall'83 ha firmato numerose regie di Teatro e Cinema (video teatrali e d'arte, documentari, corti e lungometraggi). Ha portato i suoi lavori in prestigiosi contesti internazionali. Come autore ha scritto testi originali, adattamenti e traduzioni per teatro, radio, televisione e cinema. Dall'81 svolge anche l'attività di attore.
Dall'86 ad oggi ha diretto numerosi laboratori di recitazione con professionisti e dilettanti (tra quest'ultimi alcune comunità di Rom e di detenuti). Docente a Roma in scuole di recitazione finanziate dalla Regione Lazio ed in Puglia in corsi intensivi di recitazione. Ha coordinato la didattica e il saggio finale del Progetto Teatro Giovanile Pugliese, Corso di Formazione Professionale per Attori della Regione Puglia con i fondi UE. È docente di Regia e linguaggi cinematografici, Storia dello spettacolo, Storia della musica e del teatro musicale e di Storia della scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.
Ha collaborato con riviste di interesse culturale per i temi inerenti il teatro ed ha ideato e curato la collana di Drammaturgia Contemporanea per la casa editrice "Il Ventaglio" di Roma. Ha diretto diverse compagnie teatrali e spazi di attività culturali e di spettacolo a Roma ed in Puglia. Ha collaborato con la Presidenza del Teatro Petruzzelli e del Teatro Stabile di Roma.
È regista, soggettista e sceneggiatore del film sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, in quanto film di interesse culturale nazionale, “La casa delle donne”, uscito nelle sale cinematografiche italiane nella primavera-estate 2003, ora sul web con oltre due milioni di visualizzazioni.
Presiede il Levante International Film Festival – Festival Internazionale di Cinema Indipendente della città di Bari. Ha organizzato di numerose rassegne cinematografiche all’estero (Canada, Stati Uniti, Australia, Romania, Albania, Macedonia, Bulgaria, etc.).
È amministratore unico della società di produzione cinematografica 7th Art International Agency, per la quale ha prodotto il documentario “Le donne della Torre Pelosa”, il mediometraggio “Watch!” e il corto “Lontani dalla Luna”.
Ha appena finito di montare il lungometraggio “Outis Suite” (2013), libera trasposizione dell’Odissea di Omero; è inoltre in uscita la sua docufiction in allegato ad un libro-documento “Franco Marcone: un uomo in piedi e la signora vestita di nebbia” su un caso di cronaca nera legato alla mafia dei colletti bianchi foggiani e il documentario sugli immigrati di successo italo-canadesi “Italiani anche noi”.
Presiede l’Associazione Culturale Babele di produzione teatrale. Con questa ha da ultimo diretto il progetto europeo di Promozione e Formazione del Pubblico presso il teatro Sociale di Fasano (Br) nella stagione 2011/2012 e il progetto teatrale europeo Talking Lands, 2012/2013.
È responsabile della Sezione Cinema Arte Cultura e Spettacolo della Camera di Commercio Italo-Orientale. È ideatore del progetto di legge per l’ampliamento del tax credit a tutti i settori della produzione, promozione e conservazione culturale, già in discussione al Senato.
Recentemente ha costituito, con il sostegno del MISE, la società PEERFORMER.COM, per fornire servizi sul web, al mondo del cinema indipendente globale.

“Maternali” video arte 1993
"I Santi Guaritori" – documentario 1994
“Sentimento Bianco”, documentario 1996
“La casa delle donne”, lungometraggio, 2003
“Watch!”, mediometraggio , 2008.
“Franco Marcone: Un uomo in piedi e la signora vestita di nebbia”, docufiction lungometraggio, 2014
“Outis Suite”, lungometraggio, 2014
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