Titolo del Film

UNA NUOVA SCINTILLA

scheda
 
Regia
Rita Bertoncini
 
Produzione
Rita Bertoncini
 
Durata
1h 6'
 
Anno
2014
 
Colonna sonora
Jacques Lazzari, Giacomo Marighelli, Moreau
 
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“Una Nuova scintilla”, lavoro in collaborazione con l’ANPI provinciale di Ferrara e con il Museo del Risorgimento e della Resistenza, prende origine dalla scoperta della regista di avere avuto un nonno partigiano, tipografo clandestino durante il biennio resistenziale. Uomo silenzioso e discreto, morto quando lei era molto piccola, il tipografo Senofonte Bertoncini, nome di battaglia “Sena”, dopo la Liberazione, fatto quello che aveva considerato un proprio dovere, non aveva più voluto parlarne, continuando semplicemente a fare il proprio lavoro di artigiano.
Arrestato prima del 25 luglio per l’appartenenza ad un vasto gruppo antifascista interpartitico ed interclassista con propaggini in tutta l’Emilia Romagna, che vedeva coinvolti comunisti, azionisti, socialisti, liberali e persino monarchici antifascisti, come il generale Cadorna, in seguito, già nel settembre ’43, aveva iniziato a svolgere attività partigiana nei gruppi che, in seguito, confluirono nella 35° Brigata Garibaldi. Dall’inverno del 1944 egli aveva collaborato con Spero Ghedini, commissario politico delle Brigate Garibaldi ferraresi, nella costituzione di una vera e propria tipografia clandestina.
La curiosità, la volontà di conoscere quell’uomo, riapparso in una foto ritrovata, forse anche la ricerca delle radici, hanno permesso all’autrice di iniziare un viaggio alla ricerca dei testimoni di quel periodo complesso, drammatico, ma ricco anche di passione e di vitalità.
Il film, completato dopo un lungo lavoro di ricerca, di riflessione, di rivisitazione e ripresa dei materiali, alcuni dei quali conservati nel cittadino Museo del Risorgimento e della Resistenza, focalizza l’attenzione sul ruolo delle donne nella Resistenza e su quello che riuscirono a fare all’interno delle organizzazioni partigiane, nonostante molti uomini non le ritenessero capaci di tanto.
Fu grazie al loro coraggio, e anche sfruttando l’imperante pensiero maschilista che le voleva indistintamente fragili ed incapaci di atti valorosi, che le donne riuscirono a muoversi con un poco più di libertà, portando a termine imprese che, altrimenti, difficilmente avrebbero avuto successo.
Un occhio di riguardo ai giovani, destinatari principali del messaggio universale della Resistenza, quello della lotta per i diritti e per una società migliore, resi protagonisti e coinvolti nella rappresentazioni, attraverso letture tematiche, capaci di aprire loro la strada verso un mondo, quello degli antifascisti e dei resistenti, per loro spesso sconosciuto, che le immagini possono concretizzare e rendere vivo e per questo maggiormente fruibile.

 

 


Rita Bertoncini è nata il 10 marzo del 1973 a Ferrara, città presso la quale ha conseguito la Laurea in Lettere Classiche e il Master di II Livello in Manager dei Servizi Formativi. Per anni ha alternato il lavoro in ambito formativo presso scuole e aziende, all’attività culturale e sociale rivolta al mondo degli adolescenti, delle categorie svantaggiate e dei diversamente abili, attraverso la progettazione e la conduzione di laboratori di scrittura creativa, teatro, fotografia, video e la realizzazione di iniziative tendenti alla prevenzione del disagio e alla promozione dell’agio dei partecipanti in un’ottica di integrazione e di lavoro di comunità.
Ha pubblicato quattro sillogi di poesia e ottenuto segnalazioni e premi in diversi concorsi letterari (ad es. Quaderni di Lìnfera, Premio Amélie Nothomb). Dal 2002 utilizza la fotografia e il video come strumento di aggregazione giovanile: tuttora è impegnata in un lavoro di promozione dei progetti di prevenzione nelle scuole della Romagna per conto dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Per sbarcare il lunario lavora come videomaker (video industriali e presentazioni aziendali, videoclip, spot, eventi, etc.), mentre per identità e credo lavora come documentarista, alternando la collaborazione su vari set (nei ruoli più disparati..) alla direzione di propri progetti.
La formazione come documentarista è avvenuta tramite la partecipazione al workshop residenziale Conero Doc Campus, Numana (AN), con i docenti Alessandro Rossetto, Tarek Ben Abdallah, Paolo Maria Spina, Lucia Mascino, tramite la partecipazione al workshop sul documentario “Il cinema del reale - II^ Edizione” presso La Ginestra, Montevarchi (AR), con i docenti Gianfilippo Pedote, Gianfranco Pannone, Andrea Foschi, Mario Balsamo, Gianluca Costamagna, Ilaria Fraioli e tramite la partecipazione al Corso di Alta Specializzazione in Tecnica Cinematografica Master Class “Documentario e Cinema della realtà”, nell’ambito del progetto di formazione cinematografica “Fare Cinema” con la direzione artistica di Marco Bellocchio, il coordinamento e la docenza di Daniele Segre.
Ad aprile 2014 ha concluso, in solitaria, un documentario sul periodo della Resistenza a Ferrara, dal titolo “Una nuova scintilla”.
Ha partecipato al progetto “La Grande Occasione 2014” promosso da Canon Italia con il documentario “A secret garden” sui giardini segreti di Ferrara.

“Fog du camin” e “La camera chiara” (2010, proprietà della Fondazione Marco Bellocchio); “Polvere” (2012, lavoro in esito al workshop sul Cinema del reale di Montevarchi).
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