Titolo del Film

L'ALBERO DI TRASMISSIONE

scheda
 
Regia
Fabrizio Bellomo
 
Produzione
Chiara Buzzi, Umberto Volpe, Fabrizio Bellomo, Guglielmo Trupia, Giulia La Marca with Fujifilm and Apulia Film Commission
 
Durata
47'
 
Anno
2015
 
Colonna sonora
Giulia La Marca, Massimo Mariani
 
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L’albero di Trasmissione è il racconto delle tre generazioni di una famiglia unita dalla tecnica, in cui le capacità pratiche e le nozioni apprese dal padre sono state trasmesse ai figli come unico modo possibile per intervenire sulla realtà.
Le storie di questa famiglia schiacciata dalla modernizzazione di un quartiere costiero della città di Bari, si svolgono fra officine e cantieri, fra pianoforti meccanici e macchine da lavoro, per condurci sino all’utopia di un’automobile interamente costruita in famiglia, oggetto perduto e metafora del profondo legame che unisce tutti i personaggi.

 

 


Fabrizio Bellomo (Bari, 1982). Artista, curatore e regista. Porta avanti la sua ricerca in modo ibrido e multidisciplinare.
Suoi lavori audiovisivi, fotografici e installativi sono stati esposti in Italia e all’estero in mostre personali e collettive, attraverso progetti pubblici e festival cinematografici. È stato invitato e selezionato da importanti istituzioni a partecipare a progetti e mostre fra cui: plat(t)form 2015 Fotomuseum Winterthur (Zurigo), ArtAround MuFoCo Cinisello Balsamo (Milano), 2004-2014 10 anni del museo di fotografia contemporanea Triennale di Milano, Milano un minuto prima Fondazione Forma Milano, Objet Perdù e Giovane Fotografia di Ricerca in Puglia Fondazione Museo Pino Pascali – Polignano a Mare (Bari), Video.it Fondazione Merz Torino. Il suo lavoro è inserito in saggi critici (luogo e identità nella fotografia italiana contemporanea a cura di Roberta Valtorta, Einaudi – Torino 2013 – e altri) e fa parte di collezioni pubbliche e private. Nel 2012 vince, a Roma, il Premio Celeste con il video 32 dicembre. Il suo primo film è L’Albero di Trasmissione co-prodotto dall'associazione culturale Amarelarte, Fujifilm Italia e Apulia Film Commission. Ha partecipato, fra gli altri, al 55° Festival dei Popoli di Firenze e al 34e Cinemed - festival international du cinéma méditerranéen de Montpellier. Ha curato il volume Le persone sono più vere se rappresentate per Postmedia Books – Milano 2014, pubblicato Io neanche lo vedo più il codice, appunti per un possibile saggio all'interno del volume Generazione Critica 2 per Danilo Montanari editore – Ravenna 2015, e ha curato il volume cartoline dalle puglie per Guidone Apulia Factory – Bari 2010. Ha inoltre ideato e curato, progetti pubblici (amarelarte Bari 2011) e rassegne video. Ha da poco vinto il bando della Fondazione Apulia Film Commission denominato Progetto Memoria ed è al lavoro su di un nuovo film breve co-prodotto fra Italia e Albania.
È in uscita per la casa editrice romana Linaria un suo nuovo volume dal titolo:
L'Isola che non c'è – Bari, quartiere San Cataldo.
Ha vinto il bando Movin'Up 2015 ed è in programma una sua mostra personale presso il Tirana Art Lab nel prossimo autunno.
È interessato al rapporto fra l'uomo e la tecnica, fra l'individuo e la tecnologia; ai cambiamenti antropologici dettati dalla meccanica come dai nuovi media.
Ideato da
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Promosso da
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Con il contributo di
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