Titolo del Film

L'ETA' DEL FERRO

scheda
 
Regia
Diego Scarponi
 
Produzione
gargagnànfilm – Associazione Culturale Geronimo Carbonò – VolaFilm – Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton
 
Durata
1h 17'
 
Anno
2013
 
Colonna sonora
Orchestra Sinfonica di Savona – Elena Duce Virtù – Jan Maio – Matteo Zucconi – OverKillArmy – DSA Commando – Marta Giardina – A Brigà
 
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L'età del ferro è un tentativo di rendere giustizia a una città, che è stata spezzata, lobotomizzata e sfregiata, in obbedienza alle più insensate logiche del neoliberismo e dell'economia globalizzata. A partire dalla chiusura dello stabilimento dell'ILVA i padroni della città (imprenditori e polici) hanno deciso - attraverso lo sviluppo di progetti urbanistici di chiara impronta speculativa - di socializzare le perdite e privatizzare i profitti. Definitivamente ed esplicitamente.

Ma una città conserva, stratificati e sovrapposti, storie e indizi che descrivono quel preciso ambiente territoriale, che possono altresì fornire elementi per comprendere insiemi più vasti e temi potenzialmente universali.

L’obiettivo del documentario è stato quello di narrare un territorio, quello di Savona, attraverso alcune vicende della sua fabbrica più importante, l’ILVA. L’acciaieria, in 150 anni di storia ha cambiato numerose volte il proprio nome (Tardy & Benech, Terni, Siderurgica Savonese, ILVA, Italsider, OmSav), ma non ha mai mutato la propria valenza, e la propria personalità, diventando rapidamente e restando per lungo tempo il fulcro della vita cittadina: la fabbrica e la presenza di migliaia di operai hanno di fatto determinato il carattere della città di Savona, per oltre 100 anni decisamente popolare, solidale e antiautoritario.

Lo stabilimento era situato nel cuore della città, tra il mare e l’antica darsena. La fabbrica si è affiancata perciò al porto, e sinergicamente a questo ha rivestito un ruolo fondamentale, recitato per molti decenni, nell’ambito occupazionale.

Ora, lo stabilimento è scomparso, letteralmente, senza lasciare traccia: oggi la Fabbrica rappresenta un fantasma, un rimosso che va riscoperto e preso ancora una volta in considerazione.

L’ILVA contava sul finire degli anni ’30 del secolo scorso quasi 5.000 dipendenti. In una città di piccole dimensioni come Savona essa coinvolgeva quindi una porzione enorme della forza-lavoro della zona, e di conseguenza fa parte della storia di chiunque viva e abiti – anche oggi - questo territorio.

Inoltre, nel più recente fenomeno della deindustrializzazione, che coinvolge prospettive sovranazionali, la vicenda dell’ILVA può rappresentare la storia della maggioranza delle economie industriali europee, e disegna un diagramma evolutivo di un intero continente.

 

 


Diego Scarponi, 37 anni, inizia a lavorare con il video alla fine dello scorso millennio. Fondamentale l'esperienza delle telestreet e del mediattivismo in genere, attraverso le attività di Telefermento.
Precario dell'Università di Genova, porta avanti vari progetti legati al laboratorio audiovisivi Buster Keaton all'interno dell'Ateneo genovese, senza perdere di vista altri scenari ed orizzonti.

Working Class Heroes (2010), Vitosemprevivo (2011), L'età del ferro (2013), Il viaggio del Fiume Rubato (2013).
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